GLOBALIZZAZIONE: VESCOVI EUROPEI, “LA SFIDA A FARNE UN’OPPORTUNITÀ PER TUTTI” (SIREUROPA)

” “La partecipazione dei paesi poveri al commercio internazionale è il presupposto per garantire una globalizzazione solidale. E’ quanto affermano i vescovi dell’Unione europea in un documento diffuso a termine di una riunione che si è svolta ieri a Bruxelles. Nell’ottobre del 2001, il Comitato esecutivo della Comece (Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea) aveva pubblicato un rapporto dal titolo “Global governance: la nostra responsabilità per fare della globalizzazione un’opportunità per tutti”. Nel corso di quest’anno, il rapporto è stato fatto leggere a rappresentanti di ong e organismi delle Chiese. Il documento presentato oggi è il risultato delle osservazioni raccolte ed è un aggiornamento dei contenuti, realizzato alla luce degli incontri internazionali che si sono svolti dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre. “Un anno dopo gli attacchi terroristici agli Stati Uniti – si legge nell’introduzione del rapporto – un diffuso sentimento di incertezza persiste nel mondo e la lotta condotta dagli Usa contro il terrorismo internazionale continua a dominare l’agenda politica internazionale. Tuttavia, lo choc dell’11 settembre non ha fatto emergere quel processo di globalizzazione che si era predetto. Ha piuttosto sottolineato la sfida a farne un’opportunità per tutti”. Il rapporto della Comece passa in rassegna gli eventi internazionali più importanti dell’ultimo anno: dal summit del G8 di Kananakis (Canada) al vertice mondiale di Johannesburg. Alla luce di quanto emerso da questi incontri, i vescovi europei tornano a ribadire che “per i paesi in via di sviluppo, non c’è altra possibilità che favorire la loro partecipazione all’economia internazionale, se si vuole davvero cercare di accelerare lo sviluppo economico e fare progressi nella riduzione della povertà”. L’altro presupposto indicato dell’episcopato europeo è “il rispetto dei diritti umani e della sicurezza internazionale”. “Ci piacerebbe incoraggiare i vescovi d’Europa e del mondo – si legge ancora nel documento – a prendere parte più attiva al dibattito sulla global governance”. Il 40° anniversario dell’enciclica “Pacem in Terris” che si celebrerà il prossimo anno può rappresentare “una buona opportunità per la Chiesa e i suoi membri affinché si coinvolgano di più in questi importanti dibattiti del nostro tempo, agiscano secondo la loro vocazione e promuovano la fondamentale unità della famiglia umana”. ” “” ” ” ” ” ” ” ”