” “Riferendosi poi ai “lontani” il cardinale ha ricordato che “le grandi sfide culturali, poste dalla scienza e dalla tecnica, ci chiedono risposte ad atteggiamenti che sappiano sempre rispettare e promuovere la verità, la giustizia e la dignità d’ogni persona”. Occorre perciò “una particolare attenzione alle giovani generazioni, mediante un’opera educativa, costante, intelligente e coinvolgente, che miri a fare dei giovani delle persone felici perché libere, vere e appassionatamente innamorate di Cristo e del suo Vangelo”. L’azione missionaria deve poi “raggiungere tutti gli ambienti della vita sociale, poiché in quelli è più pesante ed evidente il fenomeno della scristianizzazione”, guardando specialmente alla famiglia, “crocevia di quasi tutti gli ambienti di vita sociale”. E’ il Vangelo, ha proseguito Tettamanzi, “a renderci inseriti nella storia e partecipi, in comunione con tutti, delle vicende dell’umanità”. “Per tutti noi cristiani il servizio dell’uomo e della società comporta d’essere anima del mondo, ossia germe di speranza e di solidarietà nella società umana. Essere anima del mondo significa altresì l’impegno a intraprendere per noi, per i fratelli e per la valorizzazione dell’ambiente in cui viviamo”. Quasi un richiamo alla città che “può e deve fare di più, può e deve dare di più al suo interno e al suo esterno, in Europa e nel mondo. Anche quest’ambito Milano ha una sua vocazione da onorare”. “Impegniamoci ha concluso a fare della nostra Chiesa la casa e la scuola della comunione” dove tra sacerdoti, persone consacrate, operatori pastorali e laici, si possa vivere quella “pastorale d’insieme, esigenza connaturata con la Chiesa”.