” “E’ stato un “incontro tra sofferenze” nel quale è emersa la reciproca “tenerezza di Dio” quello di ieri a Castel Gandolfo tra il Papa e i 250 delegati da 75 Paesi dell’associazione interreligiosa che aiuta i disabili mentali e le loro famiglie “Fede e luce”, accompagnati dal fondatore Jean Vanier, che così ha descritto questo momento: “Il Papa è un uomo di straordinaria tenerezza ha detto Vanier durante una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma per presentare l’incontro internazionale dell’associazione, in corso in questi giorni a Rocca di Papa -. Ci sentiamo vicini al Santo Padre perché, come le persone portatrici di handicap, è un uomo ferito nel corpo, ma è sorprendente vedere come porta la sua sofferenza, andando fino in fondo a ciò che può fare. La cosa che più stupisce è come la potenza di Dio si manifesti nella sua debolezza. Tempo fa qualcuno gli ha chiesto come: ‘Come sta?’ E il Papa ha risposto: “Abbastanza bene, soprattutto al di sopra del collo”. Ieri Giovanni Paolo II aveva rivolto loro parole affettuose, chiamandoli “testimoni particolari della tenerezza di Dio”. E oggi Jean Vanier ha ricordato come l’esperienza di “Fede e luce” (1450 comunità d’incontro in 75 Paesi, anche in Russia, Taiwan e Hong Kong) è nata nel ’71 “dalla sofferenza delle persone con handicap e delle loro famiglie, e da allora è stato un movimento ecumenico perché la sofferenza è comune a tutti: cattolici, ortodossi o protestanti. Se il nostro ideale di fondo è il rispetto della diversità, allora è naturale anche l’incontro con le altre confessioni”. Le comunità di “Fede e luce” celebrano infatti liturgie comuni: “Se la celebrazione è anglicana allora assistono anche i cattolici ma non ricevono la comunione. Lo stesso se la celebrazione è cattolica”. La cofondatrice Marie Helene Mathieu ha parlato dell’utilizzo di mimi per rendere le liturgie accessibili anche ai disabili e dell’importanza del ruolo del cappellano (che fa capo ad ogni comunità) per fare da tramite tra il gruppo “Fede e luce” e la parrocchia: “Spesso a fine messa invitiamo i parrocchiani a bere qualcosa con noi, perché l’incontro tra persone aiuta ad abbattere i pregiudizi e a cambiare gli atteggiamenti”. In Italia i gruppi sono 62: “Siamo stati profondamente toccati e liberati dalla relazione con le persone disabili ha spiegato la responsabile nazionale Enza Guicciardo . Questo ci ha permesso di accogliere anche la nostra sofferenza interiore”.