” “Da lunedì 23 settembre, a Napoli, donne e bambini di oltre cinquanta famiglie hanno occupato la basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte. Sono una parte degli occupanti abusivi di 120 case private, vuote perché sotto tutela giudiziaria per irregolarità amministrative. Le abitazioni, site nel Comune di Melito, a nord di Napoli, fanno parte di un lotto di 200 case, 80 delle quali comprate dal Comune di Napoli e regolarmente abitate. Di qui la protesta. Al vescovo ausiliare di Napoli, mons. Enzo Pelvi, accorso, martedì scorso nella basilica, le famiglie hanno spiegato i motivi della loro occupazione. “Mi hanno detto di essere venuti in un edificio sacro spiega il presule perché solo la Chiesa è disponibile ad ascoltare il loro disagio. L’idea di rivolgersi al vescovo, quindi, nasce dalla possibilità di avere forme di mediazione con l’autorità istituzionale”. Mons. Pelvi si è attivato tramite la Prefettura per organizzare un incontro tra gli occupanti e l’assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, Ferdinando Balsamo. Gli occupanti chiedono di essere ospitati temporaneamente in strutture alberghiere. Per mons. Pelvi si tratta di “una soluzione” “come pure lo è l’offerta di un sussidio da parte dei Comuni interessati. Nel frattempo, il rettore della basilica si sta attivando per assistere queste persone. Cibo e coperte sono forniti dalle suore di Madre Teresa di Calcutta”. Il problema abitativo si collega a quello occupazionale. “A Napoli commenta il vescovo ausiliare -, come nel Meridione, molti giovani e meno giovani non hanno mai provato né il sapore né il sudore di un lavoro regolare. La sfida è quella di non abituarsi alle cronache giornaliere sulla crisi occupazionale, avallando, semmai, letture strumentali e riduttive come pure comode rassegnazioni o irresponsabili rinvii”. “Lo sviluppo del Paese – conclude mons. Pelvi – è questione di giustizia e di solidarietà. La gente è semplice, non sempliciona, e chiede tempestività di risposte, correttezza etica, rispetto della dignità personale. Da parte sua, la Chiesa è lieta di poter offrire il suo contributo, ma chiede collaborazione e responsabilizzazione di quanti sono chiamati alle decisioni”.