IMMIGRAZIONE: BRUNO MAGGIONI, “LA CHIESA DEVE MANTENERE ALTA LA PROFEZIA”

Le comunità devono prendere coscienza della gravità ‘teologica’ della questione immigrazione, non solo della sua dimensione sociale. Occorre che la Chiesa si mostri segno visibile dell’amore di Dio per tutti e scongiuri il pericolo che anche tra i cristiani esista una mentalità razzista. E’ quindi necessario un supplemento di impegno formativo, in questo senso, anche nella preparazione ai sacramenti e nelle catechesi”: questa la pista di riflessione indicata dal biblista mons. Bruno Maggioni ai partecipanti al Convegno nazionale dei direttori diocesani Migrantes conclusosi oggi a Roma. “L’atteggiamento verso gli immigrati – ha proseguito mons. Maggioni – nasce da un problema di tipo culturale rispetto al quale la Chiesa deve mantenere alta la profezia, altrimenti la storia non ci perdonerà “. “Le migrazioni sono una realtà del mondo moderno” – ha aggiunto mons. Henri Teissier, vescovo di Algeri -; anche in Algeria, contemporaneamente a quello dell’emigrazione verso il Canada, gli Stati Uniti, l’Europa, viviamo il fenomeno dell’immigrazione dal Ghana, dal Congo, dalla Nigeria. Occorrono ‘operai della carità’ sia nel nord che nel sud del mondo. La carità è universale”. “Nell’ospitalità, sacra in tutte le culture tradizionali, specie nel deserto dove la vita è più difficile, – ha aggiunto oggi mons. Teissier durante la celebrazione eucaristica – si celebra il sacramento dell’incontro: Dio ha un dono per noi attraverso l’altro e un dono per lui attraverso noi”. Durante il convegno è stata distribuita ai direttori degli uffici diocesani Migrantes una guida pratica sulle procedure di regolarizzazione degli immigrati previste dalla legge Bossi- Fini in cui si affrontano alcuni dei nodi problematici legati all’interpretazione della legge stessa.