CRISI USA-IRAQ: APPELLO DI EMMAUS, “NO ALLA GUERRA E AL FINANZIAMENTO DELLA MORTE”

” “”Fermiamo questa corsa al finanziamento della morte”: l’Abbé Pierre e il Comitato Esecutivo di Emmaus Internazionale esprimono la loro “opposizione più netta all’intenzione dichiarata dalla amministrazione degli Stati Uniti di fare guerra all’Irak, nonché ad ogni forma di azioni terroristiche in generale”. “Noi ci uniamo a tutti coloro che, contro i predicatori della guerra, sono impegnati per la difesa dei diritti umani – si legge nel comunicato diffuso oggi -, per la costruzione della pace e della giustizia nel mondo e per promuovere un nuovo ordine internazionale giusto e democratico. La tendenza al disarmo, iniziata dopo la caduta del muro di Berlino, oggi ha lasciato il posto ad un rinnovato aumento delle spese militari ed a una espansione del commercio delle armi”. “Ogni guerra, specie quelle provocate nei paesi più poveri, sono azioni che mirano a costruire potenziali concorrenti economici ed a garantire per sè il controllo delle risorse energetiche – ricorda Emmaus -. La democrazia non puo’ essere promossa da atti di guerra. Una guerra ‘preventiva’ in Irak certamente destabilizzerà tutta la regione. Al contrario, oggi, la priorità é di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente e promuovere la democrazia in Irak favorendo il rafforzamento della società civile locale”. Una nuova guerra, inoltre, “contribuirà non solo ad esporre innocenti ad azioni di barbarie, ma farà nascere sentimenti di odio ed aumenterà il fossato tra l’Occidente e l’Islam”. “Noi esigiamo da tutti i Capi di Stato – afferma Emmaus -, specialmente quelli dei paesi membri dell’Unione Europea, il netto rifiuto della guerra, con coerenti comportamenti ed azioni diplomatiche serie e convincenti. Noi esigiamo che tutti i capi di Stato dell’Unione Europea richiedano al Consiglio di Sicurezza dell’Onu ed alla Assemblea delle Nazioni Unite una risoluzione per la ripresa delle ispezioni in Irak sulla base della risoluzione 1284 (1999) e, in cambio di questa accettazione, la fine delle sanzioni che, da troppo tempo, affliggono la popolazione civile irachena. Noi chiediamo a tutti i gruppi Emmaus nel mondo, ed a tutte le altre organizzazioni di sostenere questo appello e di realizzare un’azione simbolica: inviare questo appello al Capo di Stato ed alle autorità del proprio paese, esporre questa pagina, farne copie e distribuirle”.” “” ” ” ”