” “”La Chiesa cattolica, abituata ad esprimersi con lo scritto e con le immagini non si sottrae alla sfida delle nuove tecnologie e, richiamando il suo patrimonio, ha già incominciato a riflettere ed a operare nella nuova realtà dei media”. Così mons. Crispian Hollis, vescovo di Portsmouth e presidente del Comitato episcopale europeo dei media (Ceem), ha aperto oggi ad Aix en Provence il colloquio sul tema “Comunicare la fede nella cultura dei media in Europa”. “Come sempre in passato – ha detto il vescovo – la Chiesa entra con fiducia in un mondo complesso ed a volte ambiguo con la consapevolezza che, con il raccontare, l’esperienza di fede può arricchire ed arricchirsi”. All’origine di questa scelta è una riflessione sul “difficile passaggio che oggi in Europa sta vivendo il cristianesimo anche per il forte influsso dei nuovi media sulla mentalità e sulle scelte delle persone e delle comunità”. Mons. Hollis non ha nascosto preoccupazioni e difficoltà ma ha aggiunto che “la cultura dei media è ancora sensibile alle testimonianze di fede personali e comunitarie”. A motivo di questo la Chiesa deve “aiutarla a fare dell’immagine non una finzione che si sostituisce alla realtà, non una rappresentazione sommaria ma un cammino per giungere alla realtà nella sua profondità, al di là del visibile”. Al colloquio sono presenti circa 100 esperti di comunicazione sociale di diverse Chiese europee. Oggi e domani interverranno, tra gli altri, il cardinale Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles, Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi. La delegazione italiana è guidata dall’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, presidente della Commissione Cei per le comunicazioni sociali.