” “Il “sistema scolastico nazionale” non è “la scuola statale contrapposta alla scuola privata”, ma “quel sistema pubblico di cui parla la legge, composto da scuole paritarie, statali e non, che condividono un quadro di riferimenti, oltre che standard precisi”. Commenta così Alberto Campoleoni, esperto di questioni scolastiche, le parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a favore della “necessità di rinnovamento” della scuola italiana. Contrariamente a quanto hanno scritto oggi “alcuni commentatori interessati”, Campoleoni in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir fa notare che quello del Capo dello Stato è stato un discorso lontano da “beghe ideologiche, politiche e di partito”: “La scuola del presidente si legge, infatti, nella nota è quella della Costituzione italiana, ‘aperta a tutti’ segnata dall’identità del Paese che peraltro non impedisce, anzi permette efficacemente l’incontro con identità e culture diverse”. Di qui il richiamo al “sistema scolastico nazionale”, che “ha contribuito più di ogni altro alla costruzione di una Patria unita” e che richiede oggi la necessità di continuare “l’aggiornamento della scuola, secondo quei principi di garanzia del diritto all’istruzione e all’equità sociale che sono propri della sua funzione pubblica”. “Contro l’esclusione sociale, verso la cittadinanza europea e l’orientamento comune”: sono queste, sottolinea Campoleoni, le “linee-guida” in materia di scuola dettate da Ciampi, che ha parlato di un sistema scolastico “alimentato dalla cultura classica, dalla civiltà cristiana, dall’umanesimo, dalle letterature europee”, e che si nutre della convinzione che “l’istruzione è il motore dello sviluppo” e che il confronto con la cultura è strumento fondamentale dell’educazione civica”.