” “La Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) ha divulgato oggi il Rapporto 2002 sugli investimenti nel mondo. Il Rapporto calcola i flussi d’investimento diretto estero (Ide) di cui sono destinatari i vari paesi e, allo stesso tempo, la capacità delle economie nazionali di attrarre tali investimenti con particolare attenzione al ruolo delle società multinazionali nello sviluppo economico mondiale. Il dato principale che risulta dal Rapporto è che i flussi di investimento diretto estero del 2001 sono stati meno della metà di quelli del 2000. Dietro questo calo ci sono il rallentamento dell’economia mondiale e l’infiacchirsi delle attività di Borsa, fenomeni entrambi accentuati dagli avvenimenti dell’11 settembre dello scorso anno e che hanno contribuito entrambi ad un’aspra riduzione di incorporazioni e acquisizioni di società straniere, in precedenza forza trainante dei flussi Ide. Per questo motivo, il calo di Ide si è concentrato nei paesi sviluppati (-59%), con solo una leggera flessione dei flussi verso i paesi in via di sviluppo (-14%, riguardante in particolare Asia e America latina) ed anche un lieve incremento verso l’Europa centrale e dell’est (2%). Malgrado la flessione, le multinazionali aumentano il loro peso sull’economia globale. Lo scorso anno, le 850 mila filiali estere delle 65 mila multinazionali avevano alle loro dipendenze 54 milioni di persone, rispetto ai 24 milioni del 1990; il loro fatturato del 2001, pari a circa 19 mila miliardi di dollari, è raddoppiato rispetto alle esportazioni mondiali, mentre nel 1990 i due dati erano uguali. Al momento attuale, le filiali estere rappresentano l’11% del Pil (Prodotto interno lordo) mondiale, rispetto al 7% del 1990, e un terzo delle esportazioni mondiali.