CARD. RUINI: LA “MISERICORDIA” È L’UNICO ANTIDOTO ALL’11 SETTEMBRE, UN INVITO A RISCOPRIRE LA CONFESSIONE

” “E’ l’atteggiamento della “misericordia” l’unico antidoto non solo a chi considera Dio come un essere “indifferente alle sorti dell’uomo”, ma anche a tragedie come quella dell’11 settembre 2001, frutto di “un approccio alla realtà storica” in cui è “assente il valore della misericordia e della riconciliazione”. Lo ha detto oggi il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che aprendo i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani ha dedicato una parte della prolusione all’analisi della “Dives in misericordia”, la prima enciclica del Papa al centro anche dei discorsi del suo recente viaggio in Polonia. In un modo che tende ad “emarginare dalla vita” il valore della misericordia, ha detto Ruini interpretando il pensiero del Papa, e caratterizzato dal “culto della forza e del successo”, non si riescono a nascondere “quell’inquietudine, quella fragilità di fondo e quella cattiva coscienza che derivano dal rifiuto, praticato e anche teorizzato, della legge morale, dall’avvertenza sempre più acuta che i poteri che crescono nelle nostre mani possono essere adoperati contro di noi, dalle ingiustizie e mancanze di amore e di solidarietà che tanto facilmente insidiano i rapporti tra le persone e che si esprimono su scala mondiale nelle tragedie della guerra e della fame”. La misericordia, secondo il presidente della Cei, diventa così l’unico antidoto contro “un mondo crudele e privo di significato, perché dominato soltanto dalla causalità, dall’egoismo e dalla forza bruta”. Di qui l’invito, rivolto a tutte le componenti della comunità ecclesiale, a diventare “testimoni e operatori di misericordia, pronti alla riconciliazione e al perdono”, anche attraverso la riscoperta del sacramento della penitenza. Ruini ha concluso questa parte della prolusione sottolineando lo stretto legame tra misericordia e nuova evangelizzazione: “la testimonianza della misericordia di Dio – ha detto – appare un criterio vivificante e unificante dell’intera missione della Chiesa”, di cui devono farsi carico “la preghiera dei contemplativi come la riflessione dei teologi e il servizio degli operatori della carità, il ministero dei sacerdoti come l’assunzione di responsabilità familiari, professionali e civili da parte dei laici”. ” “