” “Lo sviluppo del Mezzogiorno “resta la nostra prima grande questione nazionale”, e nell’agenda politica vanno tenute presenti “alcune priorità sui nodi essenziali per lo sviluppo e per il bene comune”, tra cui la riforma dello Stato sociale e la lotta alla disoccupazione. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani, in svolgimento a Roma fino al 19 settembre. La riforma dello Stato sociale, ha precisato il cardinale, “non significa il suo smantellamento”, mentre “l’incremento dell’occupazione ha registrato processi significativi ma richiede ancora un lungo cammino, soprattutto in riferimento all’occupazione giovanile e femminile, specialmente nel Meridione, il cui sviluppo resta in concreto la nostra prima grande questione nazionale”. Un atteggiamento, questo, che per Ruini occorre tener presente anche “riguardo alle opere pubbliche”, dove “la precedenza va data a quelle socialmente ed economicamente più utili, come ad esempio quelle che riguardano l’approvvigionamento idrico o il sistema viario e ferroviario”. Giustizia e sanità: questi, secondo la Cei, altri ambiti nei quali è urgente intervenire, nel primo caso individuando “sbocchi e soluzioni che facciano uscire dai reciproci sospetti e timori e consentano di procedere alle riforme richieste per il miglior funzionamento della giustizia in una maniera serena, non episodica e possibilmente condivisa”. Se la giustizia, ha osservato il cardinale, è “ormai da tempo il terreno di contrasto forse più acuto” tra le forze politiche, l’assistenza sanitaria e la cura della salute sono “tra le problematiche che toccano più da vicino la vita quotidiana delle persone e delle famiglie”. In questo campo, ha ribadito il cardinale, “l’impegno per il progresso delle scienze mediche, il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, una pià chiara suddivisione delle competenze tra lo Stato e le regioni” sono tutti “obiettivi necessariamente da perseguire”, ma in funzione del “primato della persona, sia quella del malato sia quella di ogni cittadino da tutelare nella sua salute”. ” “