AGORÀ DEI GIOVANI: “SE SEI ORTODOSSO, SEI GRECO?”.

” “”Per parlare dei rapporti tra comunità cattolica e ortodossa in Grecia occorre distinguere tra grandi e piccole realtà”: don Nikos Roussos è il più giovane prete cattolico della diocesi di Syros, nelle isole Cicladi, e si occupa di pastorale giovanile. Il suo vescovo l’ha inviato all’Agorà dei giovani del Mediterraneo insieme al più giovane prete del clero ortodosso della stessa diocesi. “In generale, non è facile per una cattolico vivere in Grecia: nella mentalità greca c’è l’idea che se sei ortodosso, sei greco; se sei di un’altra confessione, non sei greco. Nelle grandi città come Atene e Salonicco, dove i cattolici rappresentano una piccolissima minoranza rispetto alla stragrande maggioranza ortodossa, essi non hanno alcun peso. Fino a qualche anno fa, non potevano nemmeno ricoprire posti nelle banche o nelle scuole. Questa situazione è un po’ cambiata con il viaggio del Papa ad Atene nel 2000. Il Papa ha scelto di non andare in veste ufficiale per incontrare la Chiesa, ma ha rivestito i panni del pellegrino sui passi di S. Paolo e ha chiesto perdono per le colpe della Chiesa cattolica nei confronti di quella ortodossa, per gli errori commessi. Questo ha mitigato il clima di scontro tra le due comunità, ma è rimasta l’idea che essere greco coincide con l’essere ortodosso”.”Da questa situazione – prosegue don Nikos – occorre distinguere quella delle isole, dove ci sono comunità piccole nelle quali si cresce insieme. Si va a scuola insieme, si vive insieme, si crea famiglia insieme, perché ci sono molti matrimoni misti. Qui i rapporti sono buoni: non abbiamo la comunione piena, ma abbiamo il dialogo e il rispetto. Il problema più grande è ignorare l’altro; nel resto della Grecia i problemi nascono perché si tende ad ignorare la realtà della Chiesa cattolica. Siamo visti come nemici; si ha paura che attraverso il contatto, si venga attirati nella fede cattolica, dimenticando che crediamo tutti nello stesso Cristo”.