AGORÀ DEI GIOVANI DEL MEDITERRANEO: “A GERUSALEMME, SEMPRE PIÙ DISPERATI”

” “”Quando siamo venuti in Italia per la Gmg del 2000, i giovani del gruppo mi hanno detto: ‘Avete fatto male a farci venire qui, perché adesso abbiamo assaporato il gusto della libertà; da Reggio Emilia a Roma nessuno mai ci ha chiesto i documenti”: a parlare è Sami, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Gerusalemme, che aggiunge:” I nostri giovani sono disperati, non vogliono abbracciare la strada della violenza ma diventano delle vittime; molti stanno andando via: che risposte può dare la pastorale giovanile?”. A Malta c’è un problema diverso; “I giovani cattolici appartengono a vari gruppi – spiega Malcom – con orientamenti diversi che a volte dividono; come può la pastorale giovanile aiutare a fare unità?”. Sofia interviene sui problemi del dialogo tra chiesa cattolica ed ortodossa sollevato dai rappresentanti della Macedonia: “Anche in Ucraina c’è una maggioranza ortodossa; nella mia esperienza il dialogo è più facile a livello di base che di responsabili delle Chiese, è più facile che nasca da un rapporto di amicizia e di condivisione come avviene tra giovani”. Il tema su cui si sono confrontati i partecipanti all’Agorà dei giovani del Mediterraneo in corso a Loreto presso il Centro Giovanni Paolo II, è stato oggi quello del ruolo della pastorale giovanile nella missione evangelizzatrice della Chiesa. Interlocutore dei rappresentanti di 21 Paesi dell’area mediterranea, insieme a don Paolo Giulietti del Servizio nazionale della Cei, è stato p. Francis Kohn, responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i laici che ha illustrato il funzionamento di questo organismo.