” “”Lieti nella speranza”: è questo lo slogan che accompagnerà la diocesi di Venezia nel prossimo anno pastorale. Ad annunciarlo mons. Angelo Scola, patriarca della città lagunare dallo scorso 3 marzo, che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa presso la sede regionale della Rai del Veneto, ha presentato le linee programmatiche su cui intende muoversi nel prossimo periodo. Due le novità. La prima consiste nella scelta di offrire ai fedeli della diocesi non “un programma pastorale”, ma delle “proposte programmatiche”, cui sono chiamati ad un confronto tutti i cittadini, “cattolici e non”. La seconda novità sta nei destinatari delle “proposte”. Non solo gli addetti ai lavori, preti e operatori pastorali, ma il maggior numero di famiglie della diocesi. Perciò il testo delle “proposte” sarà diffuso attraverso un supplemento (‘Il Mosaico’) del prossimo numero del settimanale diocesano ‘Gente Veneta’. Nel corso della conferenza stampa, mons. Scola ha parlato anche di immigrazione, di esodo degli abitanti della città, di politiche familiari. Quanto all’immigrazione, il Patriarca ha fatto riferimento a tre direttrici: la “prima accoglienza”, per la quale molto la Chiesa si è prodigata; un disegno politico articolato che si fa carico di una realistica accoglienza; l’integrazione, che passa attraverso l’educazione, nostra e di chi viene in Italia. “Senza quest’ultima ha detto le prime due direttrici non hanno il respiro adeguato”. Parlando della città di Venezia, ha indicato l’emergenza casa, che impedisce ai giovani di restare nel tessuto cittadino, come una emergenza non solo statistica e demografica, ma “antropologica”. Quali politiche, allora, per porvi rimedio? “Bisogna decidersi ha suggerito a promuovere politiche sociali serie a favore delle famiglie. Non mi pare che negli ultimi decenni in Italia queste politiche siano state attuate. Fino al punto che la percezione stessa di cosa sia la famiglia si è andata sgretolando. Così facendo si è indebolito l’asse portante della società”. Per questo, la società civile “non si deve stancare di lanciare proposte, di far presente queste esigenze. Lo Stato è a servizio della società civile. E’ dalla base, dai corpi sociali intermedi, che possono partire gli stimoli necessari”. Mons. Angelo Scola ha voluto, infine, fare un bilancio della propria “avventura veneziana”: “Questa è ogni giorno più stimolante”. La città, ha concluso, “ha bisogno di un soprassalto di autocoscienza. Bisogna avere il coraggio di misurarsi con il messaggio cristiano che è il mastice di questa civiltà”.