SANATORIA IMMIGRATI: MIGRANTES A DATORI DI LAVORO E PARROCCHIE, “UN’OCCASIONE PER FAR EMERGERE IL SOMMERSO”

” “Un appello ai datori di lavoro, alle parrocchie e alle diocesi per avviare “iniziative di sensibilizzazione” a riguardo della sanatoria di colf e badanti attualmente in corso, viene dalla Fondazione Migrantes, che nell’imminente numero della sua agenzia Migranti-press riporta una “guida pratica sulla regolarizzazione degli immigrati”. “E’ importante e urgente, anche da parte delle nostre strutture ecclesiali a tutti i livelli – ribadisce Migrantes – fare opera persuasiva presso i datori di lavoro perché non lascino passare questa unica occasione di far emergere il sommerso, regolarizzando lavoro e soggiorno dei loro dipendenti”. Il costo economico della regolarizzazione, spiega Migrantes, “anche se pesante, non sembra insostenibile”, ma per alcuni “casi particolari” l’organismo Cei chiede “la massima comprensione” e un “certo sostegno economico da parte degli enti pubblici”. I datori di lavoro, secondo Migrantes, devono essere al corrente sia dei “vantaggi economici della regolarizzazione, sia dei seri pericoli per chi non ne approfitta, ma in un discorso ispirato a principi umanitari e cristiani è il caso di porre il problema anche in termini di correttezza civica e di istanza morale”. Nella “guida pratica” la Migrantes ribadisce le sue posizioni, già note, a proposito della legge sull’immigrazione e ricorda che “pur non essendo a favore delle ricorrenti regolarizzazioni”, è oggi “necessario e urgente sanare l’irregolarità del lavoro e del soggiorno per il bene sia degli immigrati che dell’intera società italiana”. Da parte sua “intensificherà il suo impegno per scoraggiare l’immigrazione clandestina o comunque irregolare, anche per il fatto che la condizione del clandestino in Italia si farà sempre più precaria e pericolosa. Con pari impegno – aggiunge – si dovrà insistere perché per l’ingresso regolare rimangano aperte possibilità proporzionate sia alla recettività del mercato del lavoro in Italia sia alla pressione migratoria dai Paesi economicamente depressi, altrimenti diventa illusoria qualsiasi programmazione dei flussi”.