GIOVANNI PAOLO II: NUOVO APPELLO A FAVORE DELLA “CIVILTÀ DELL’AMORE E DELLA PACE”

” “Un nuovo appello, rivolto “in modo particolare” ai cristiani, a favore di una “civiltà dell’amore e della pace”. A lanciarlo è stato oggi il Papa, nella consueta udienza del mercoledì, in occasione della quale il Papa ha eccezionalmente lasciato Castelgandolfo (sua abituale residenza estiva) per fare momentaneo ritorno in piazza S. Pietro, nell’Aula Paolo VI, vista la grande affluenza dei fedeli (circa 6 mila persone). Commentando il Cantico di Isaia, il Santo Padre ha invitato i cristiani a “raccogliere l’appello del profeta” per “gettare le fondamenta di quella civiltà dell’amore e della pace in cui non ci sia più né guerra, né morte, né lutto, né lamento, né affanno perché le cose di prima sono passate”. Un “testimone di ore difficili”, ma anche un “cantore della speranza messianica”: così’ il Papa ha definito Isaia, di cui risulta ancora attuale l’invito “a non fissarsi sul presente così misero, ma a saper intuire sotto la superficie degli eventi quotidiani la presenza misteriosa dell’azione divina, che conduce la storia verso un ben diverso orizzonte di luce e di pace”. Giovanni Paolo II ha concluso la sua catechesi ricordando “il potere di attrazione” che Gerusalemme continua ad avere su tutta la storia: “Quando le nazioni giungono sulla vetta di Sion – ha detto -, ove si eleva il tempio di Dio, ecco accadere quel miracolo che da sempre l’umanità attende e verso cui sospira. I popoli lasciano cadere dalle mani le armi, che vengono poi raccolte per essere forgiate in strumenti pacifici di lavoro: le spade vengono trasformate in aratri, le lance in falci. Sorge, così, un orizzonte di pace. Cala finalmente per sempre il sipario sulla guerra e sull’odio”.