” “Hanno abbandonato per protesta il vertice sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg per protestare contro la mancanza di una reale volontà politica da parte dei governi: sono un gruppo di organizzazioni popolari e ong di Italia, Francia, Canada, Bolivia, Belgio, Usa, Cile, Portogallo, Brasile (fra cui la Coalizione mondiale contro la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua, il Cipsi, il Contratto mondiale sull’acqua, Attac) che hanno sottoscritto in questi giorni un documento intitolato il “J’accuse della società civile”. Le organizzazioni – ad oggi una trentina ma continuano ad arrivare nuove adesioni – descrivono la settimana del vertice come “un’amara esperienza” che ha deluso gran parte delle aspettative della società civile, in particolare sui temi del diritto all’acqua per tutti, sul rispetto dei diritti umani e sulla preservazione dell’ambiente. “Ci inquieta il fatto che questo summit rappresenta ormai un’ennesima conferenza internazionale in cui i dirigenti politici, pur sembrando coscienti della realtà della situazione, rifiutano di prendere le misure concrete che sarebbero necessarie” si legge nel documento. Le organizzazioni denunciano lo spazio “irrisorio” concesso alle ong e si dicono “scandalizzate dal lusso del ‘Waterdome’ occupato da stand in cui la maggioranza degli ‘espositori’ cerca di convincere che ‘anche i poveri’ devono pagare l’acqua. Una tale ostentazione affermano – è indecente quando un miliardo e mezzo di esseri umani sono privati dell’accesso all’acqua”. Per questo chiedono ai propri governi “di assumere le proprie responsabilità e riconoscere formalmente il diritto all’acqua per tutti”. Intanto in Italia, nella diocesi di Bressanone (Bolzano) si è celebrata ieri sera la “Giornata della creazione” (una proposta che si vuole estendere a tutta la Chiesa italiana), una serata di riflessione “pensando al vertice di Johannesburg”. “Nonostante gli impegni che ciascun Paese si era preso dieci anni fa a Rio de Janeiro ha ricordato Karl Golser, direttore dell’Istituto diocesano per la giustizia, la pace e la salvaguardia del Creato la situazione non ha fatto che peggiorare: gli impegni sono stati rispettati solo a metà. Secondo il modello di sviluppo perseguito sino ad ora è implicito che alcuni Paesi debbano rimanere poveri per permettere agli altri uno sviluppo indiscriminato. Questo sviluppo deve però essere sostenibile in modo che il pianeta terra sia una casa accogliente anche per le generazioni future”.” “