VERSO L’11 SETTEMBRE: AL MEETING DI S.EGIDIO UN AMERICANO E UN LIBANESE, “NO AL CONFLITTO TRA CIVILTÀ” (2)

” “Tra i suggerimenti per un dialogo efficace, Smock ha proposto il “racconto delle storie personali e di gruppo”, l’incontro tra i capi religiosi ad un alto livello e tra associazioni interreligiose di elité, i “tentativi nell’ambito della società civile di riunire i partecipanti al di là delle divisioni religiose” (con iniziative comuni di preghiera e pentimento), e “evidenziare le similitudini teologiche e della Scrittura tra i gruppi religiosi in conflitto”. Il messaggio che ha rivolto “ai nostri amici americani in particolare” Ghassan Theni, libanese, presidente di “Les editions Dar An-Nahar”, è stato invece “un invito a far rivivere il patrimonio del mondo mediterraneo”: “Prima che l’America scegliesse di assumersi l’indiscutibile guida del mondo libero – ha affermato Theni -, le culture di oggi sono state ereditate l’una dall’altra” e “le loro civiltà imperiali non si sono fermate a nessuna frontiere di lingua, razza o religione”. Da qui il suo avvertimento: “Se è davvero uno scontro di civiltà il suo unico sbocco sarà la distruzione di qualsiasi civiltà su entrambi i lati – ha ricordato -. Poiché nessuna libertà emergerà, e certamente nessuna pace sarà prevedibile, dal momento che ogni cosiddetto insediamento pacifico condurrà ad una nuova fonte di conflitto”. La soluzione può essere trovata, tra l’altro, in una mondialità che rispetti “la diversità e la molteplicità”: “Una comune ricerca di governabilità che rispetti i diritti umani fondamentali non può essere condotta con la violenza, ma soltanto nella convivialità della pace, della giustizia e del rispetto dell’altro”.” “