” “”Di fronte alla trasformazione culturale in atto, definita modernità, la famiglia, prima forma di comunità, sembra diventare un semplice insieme di progetti individuali che non producono un progetto comune”. La denuncia arriva dal sociologo Mario Pollo, docente di animazione culturale presso la Pontificia università salesiana, intervenuto oggi al convegno nazionale del Cif, Centro italiano femminile, in corso a Roma. Una modernità “liquida” in cui starebbero liquefacendo “i legami comunitari che consentono alle persone di legare il proprio progetto personale di vita con quello di altre persone all’interno di un progetto comune e condiviso”. Secondo il sociologo questo comporta che “l’individuo assuma una centralità assoluta e che si veda assegnato, in modo esclusivo, l’onere di tessere l’ordito della sua vita e la responsabilità totale del successo o del fallimento, che cade principalmente sulle sue spalle”. E ciò è ancor più vero dopo la frantumazione del “modello unico di famiglia in una pluralità di modelli, spesso culturalmente e ideologicamente molto distanti tra di loro”. Tuttavia questo processo di trasformazione culturale che riguarda la famiglia “non deve essere considerato ineluttabile o tanto meno irreversibile, anche perché la famiglia nella sua forma classica svolge alcune funzioni non vicariabili nel garantire l’umanizzazione e la vita sociale”. “E’ necessario ha concluso Pollo – operare per fare si che la famiglia ri-assuma queste funzioni attraverso un profondo lavoro educativo e di promozione culturale”.
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