” “La diplomazia e la politica non sono utilizzate oggi “come mezzi normali e la guerra è diventata un mezzo ordinario per tentare di sciogliere situazioni complicate, addirittura si è accoppiata al termine umanitario. Nelle recenti situazioni di guerra si è parlato di intervento umanitario o di guerra preventiva che spezza il diritto internazionale e lancia un tempo di guerra continua”. Lo ha detto questa mattina il portavoce della comunità di Sant’Egidio, Mario Marazziti, intervenendo al convegno nazionale dei Cooperatori Paolini in corso ad Ariccia, presso la “Casa Divin Maestro” sul tema “I mass media a servizio di un’autentica pace”. La guerra ha aggiunto Marazziti da ultima risorsa è invece diventata d’attualità, normale, addirittura ha cambiato il nostro linguaggio”. In questo scenario, completamente cambiato, dove sono attualmente in corso 32 guerre, “ma si parla solo di alcune”, la sfida è quella di “non chiudere gli occhi ma aprirli di fronte alle guerre dimenticate, e al mondo che sparisce dai giornali e dalla Tv”. Solo nel decennio 1990-2000 le guerre nel mondo hanno causato cinque milioni di morti, sei milioni di feriti e ben cinquanta milioni di profughi. Occorre dare quindi “pari dignità a tutte le vittime: penso ha proseguito – alla necessità di resistere al fascino tecnologico della guerra, alla necessità di porre l’accento sul dolore dell’altro come chiave della riconciliazione e, ancora, ad una sfida che va combattuta sui media non solo sul tema della guerra e della pace ma sul tema della convivenza civile e umana nella nostra vita quotidiana. La sfida per tutti è quella di parlare, scrivere, ascoltare, senza creare il nemico e senza nascondersi in una cultura del nemico che lavora solo all’imbarbarimento della vita”.
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