” “”La mancata citazione delle radici obiettivamente cristiane dell’Europa, una lacuna anche provocata da una grande latitanza dei cristiani d’Europa ma soprattutto un caso davvero straordinario di automutilazione sulla scala continentale è la proverbiale punta dell’iceberg nella bozza di Costituzione presentata dalla Convenzione”. E’ una sonora bocciatura quella che l’edizione 2003 del Meeting di Rimini, promosso da Comunione e Liberazione (Cl), che si è aperto ieri 24 agosto nel nuovo quartiere fieristico riminese, riserva al testo del Trattato di Costituzione europea. Secondo Roby Ronza, portavoce del Meeting di Cl, il Trattato, infatti, “tradisce le urgenti esigenze di sviluppo del nostro Continente; dopo un omaggio formale al principio di sussidiarietà, in effetti crea le premesse per un accentramento prioritario e, infine, ignora la sussidiarietà orizzontale, che è la più importante. Fatto senza precedenti nella storia europea, si pretende di legittimare una Costituzione non con un voto popolare, bensì con un patto tra Stati”. Per questo motivo Cl si appella al Governo italiano perché, “anche rinunciando se necessario al lustro cerimoniale della firma a Roma della Carta, usando positivamente il prestigio dell’Italia, madre dell’Europa e Paese fondatore delle Istituzioni europee, chieda una radicale revisione del progetto e quindi il rinvio della firma della Carta costituzionale europea”. Ancora domenica 24 agosto il Papa, all’Angelus, aveva richiamato la necessità della citazione delle radici cristiane nella Costituzione europea.