” “La fine della guerra fredda e dei blocchi contrapposti ha prodotto indubbi effetti positivi in tema di libertà e di emancipazione per tanti popoli. Si è determinata però una situazione di sbilanciamento, di mancanza di pesi-contrappesi a livello mondiale che sta portando un grande Paese democratico come gli Usa su posizioni che tendono, per così dire, a ‘strafare’. Serve un contrappeso politicamente forte. Tocca principalmente alla nuova Europa questo compito”.
” “Lo afferma, in un comunicato diffuso il 29 aprile, la Consulta regionale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale umbra (Ceu) alla vigilia del 1°Maggio. “L’Italia e l’Europa forti della loro antica civiltà fondata sui valori dell’umanesimo cristiano” devono sostenere “organismi internazionali democratici – l’Onu in primo luogo ma anche la Corte penale internazionale, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l’Organizzazione mondiale del commercio – che operano perché ogni decisione sia a misura della dignità umana e per una pace fondata sui quattro pilastri indicati dal Giovanni XXIII: la verità, la giustizia, l’amore e la libertà”.
” “Condividendo la preoccupazione del Papa perché, in una situazione di conflitto, “la gente è tentata a credere sempre meno all’utilità del dialogo e di confidare nell’uso della forza” la Consulta della Ceu rilancia il tema della solidarietà penalizzata dagli investimenti per la guerra: “Questo si legge – vale soprattutto per gli impegni presi verso i poveri. Si pensi ai programmi non rispettati di lotta contro la povertà e agli impegni, non mantenuti, di destinare lo 0,7% del Pil per la cooperazione internazionale”.