” “L'”idolatria del mercato” e la “marginalizzazione della fede”: sono queste, secondo il Papa, le due minacce principali a cui l’Europa deve reagire, se vuole rimanere fedele alla “grande eredità” delle “verità e valori della cristianità”, che sono stati il “fondamento” della “fabbrica della società europea”. Ricevendo oggi in udienza Pavel Jaitner, ambasciatore della Repubblica Ceca, in occasione della presentazione delle lettere credenziali, Giovanni Paolo II ha ribadito che “l’autentico sviluppo non può essere raggiunto solamente attraverso mezzi economici”. No, dunque, all'”idolatria del mercato”, conseguenza della “civiltà dei consumi”, che “tende a ridurre le persone a cose”, “diminuisce la dignità della persona umana e rende difficilissima la promozione della solidarietà umana”. Al contrario, per il Papa, è proprio il “rinnovato apprezzamento del carattere morale dello sviluppo sociale ed economico” il “prerequisito per la trasformazione della società in una vera civiltà dell’amore”. Riferendosi, poi, esplicitamente al processo di integrazione europea, Giovanni Paolo II ha fatto notare che “l’eclissi del senso di Dio ha portato ad un’eclissi del senso dell’uomo”. “Mentre le tragiche calamità della guerra e delle dittature continuano a sfigurare violentemente il piano di Dio per l’umanità è la denuncia del Papa – le impercettibili invasioni del crescente materialismo, dell’utilitarismo e della marginalizzazione della fede minano la vera natura della vita come dono di Dio”. Di qui l’appello del Papa: “Mentre le nazioni d’Europa stanno cercando una nuova configurazione, il desiderio di rispondere alle sfide di un ordine mondiale che cambia deve essere guidato dalla proclamazione perenne, da parte della Chiesa, della verità che rende i popoli liberi e che rende le istituzioni culturali e civili capaci di compiere un autentico progresso”.
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