VOCAZIONI: NO ALLA “CULTURA DELLA PROVVISORIETÀ”, SÌ A PRETI “PROFETI” E “LEADERS”

” “In una società caratterizzata dalla “cultura della provvisorietà”, in nome della quale “niente ormai può essere definitivo e non c’è nulla per cui vale la pena di impegnare la propria vita in maniera totale e radicale”, i futuri preti vanno “formati” ad “essere profeti, compagni, leaders ed evangelizzatori”. E’ il presupposto attorno a cui si articola il 48° Convegno missionario nazionale dei seminaristi, che si svolgerà dal 30 aprile al 3 maggio a Catania, sul tema “Apostoli per vocazione”. Approfondire il tema della “formazione iniziale” dei candidati al sacerdozio, “non per giudicarne la validità, ma per offrire suggerimenti e possibili orientamenti perché l’itinerario formativo prepari pastori ed evangelizzatori per il mondo contemporaneo”: questo, si legge nella presentazione, l’obiettivo principale dell’iniziativa, promossa dall’Ufficio Cei per la Cooperazione missionaria fra le Chiese e dalla Pontificia Unione Missionaria sulla scorta degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per questo decennio (“comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”) , che definiscono la “missionarietà” il “paradigma dell’attività pastorale”. Molto spazio, nel convegno, verrà dato al tema della formazione “umana” (oltre che spirituale e culturale) dei seminaristi, chiamati a tenere conto – si legge nelle schede preparatorie – di tratti tipici del nostro tempo, come la “cultura della provvisorietà”, la visione “estetizzzante” della vita, ma anche (in positivo) di valori come “la ricerca di relazioni interpersonali autentiche, il senso della solidarietà, della giustizia e della pace, una più convinta partecipazione a costruire la società civile, il volontariato e la domanda di valori spirituali”. Sul piano sociale, i futuri preti sono sollecitati a fare i conti con un mondo “divenuto villaggio globale”, in cui però la “società civile” vuol far sentire la sua voce; cresce, dunque, la “mentalità internazionale”, ma nello stesso tempo aumenta la “paura delle diversità” che può portare ad una “mentalità discriminante” o di “chiusura”. Tra i relatori del convegno, mons. Giuseppe Costanzo, vescovo i Siracusa, e mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo; il 3 maggio, celebrerà la Messa il card. Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.