” “”Vivere la Pasqua in modo superficiale significa entrare in una chiesa, pregare un po’, sentire qualche parola sulla Resurrezione di Gesù e poi tornare a casa, aprire l’uovo di cioccolata, magari mangiarsi la colomba e, perché no, sentirsi un po’ più buoni. C’è invece un modo più profondo e più serio di vivere la Pasqua ed è quello di desiderare proprio in questi giorni un incontro con la verità di Dio e la verità dell’uomo”. E’ quanto scrive mons. Diego Coletti, vescovo di Livorno nella lettera inviata oggi alla sua comunità diocesana.
” “”È senz’altro – aggiunge il vescovo – una Pasqua difficile quella di quest’anno: i nostri occhi e il nostro cuore sono ancora pieni di tante immagini di sofferenza e di sofferenza innocente, ma se fissiamo lo sguardo sul Crocifisso, vediamo lì la sofferenza innocente, una sofferenza che è diventata però fonte di amore e di redenzione”.
” “”In queste settimane – conclude mons. Coletti – si è fatto anche un gran parlare di pace: l’abbiamo gridata nelle piazze, invocata nella preghiera, implorata attraverso la stampa e la televisione, ebbene, è giunto il momento di costruirla, di accettare che la pace sia un impegno serio e a lungo termine. È questo impegno che richiede di vivere la Pasqua in profondità, di non accontentarci della superficie delle cose”.