PASQUA: MONS. SCOLA (VENEZIA), NO AL “PACIFISMO UTOPICO”, SÌ ALLA “CONVERSIONE” CHE SCONFIGGE L’ODIO

” “La pace è “conversione dei rapporti elementari in cui tutti noi siamo implicati: in famiglia, nel quartiere, in fabbrica, in ufficio”, e solo tale “opera di pace che si rende visibile attraverso fatti di umanità nuova è in grado di piegare i potenti e, secondo le dinamiche proprie della partecipazione civile e politica, di promuovere la concordia tra i popoli”. E’ l’augurio pasquale di mons. Angelo Scola, patriarca di Venezia, ai “veneziani di terra e di mare”, che hanno nel loro “patrimonio genetico” la “particolare necessità di non abdicare al dovere della pace”. “Restituire gioia agli afflitti e dissipare l’odio”: questo, scrive mons. Scola, il frutto della “conversione” dei cristiani, “riscattati dalla morte e risurrezione di Gesù”. “La concordia e la pace sociale, espressioni più evidenti del bene comune – osserva il patriarca di Venezia – sono il frutto maturo di un processo di cambiamento che ha inizio nella sconfitta del male da parte del Crocifisso Risorto. Da soli gli uomini non sarebbero in grado di vincere il male”. E proprio dal sacrificio vittorioso di Gesù, sostiene Scola, “esce sconfitto un pacifismo utopico ed acritico che finisce per confondere l’umana convivenza e, nello stesso tempo, è svelato il sordo scetticismo di coloro che vedono nella guerra l’inevitabile mezzo per risolvere i conflitti tra le nazioni”.