ENCICLICA SULL’EUCARISTIA: “IL CULTO” E “GLI IMPEGNI DELLA CITTADINANZA TERRENA”

“Incoraggiare, anche con la testimonianza personale, il culto eucaristico, particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento”. È quanto Giovanni Paolo II chiede ai “Pastori” nell’enciclica ‘Ecclesia de Eucharistia’, oggi pubblicata. “Il culto reso all’Eucaristia fuori della messa – ricorda il Papa – è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa. Non solo il celebrarla, ma anche il sostare davanti ad essa fuori della Messa consente di attingere alla sorgente stessa della grazia”. Tale atteggiamento spetta anzitutto ai sacerdoti sui quali “è incombente il pericolo della dispersione” nelle molteplici attività pastorali. Perciò, “è importante per la vita spirituale del sacerdote, oltre che per il bene della Chiesa e del mondo, che egli attui la raccomandazione conciliare di celebrare quotidianamente l’Eucaristia. In questo modo è in grado di vincere ogni tensione dispersiva nelle sue giornate”. Il “culto eucaristico”, poi, “dà impulso al nostro cammino storico, ponendo un seme di vivace speranza nella quotidiana dedizione di ciascuno ai propri compiti. Desidero ribadirlo con forza, perché i cristiani si sentano più che mai impegnati a non trascurare i doveri della loro cittadinanza terrena. È loro compito contribuire con la luce del Vangelo all’edificazione di un mondo a misura d’uomo”. A tal proposito, il Papa ricorda “i problemi che oscurano l’orizzonte del nostro tempo”: “l’urgenza di lavorare per la pace, di porre nei rapporti tra i popoli solide premesse di giustizia e di solidarietà, di difendere la vita umana dal concepimento fino al naturale suo termine. E che dire poi delle mille contraddizioni di un mondo ‘globalizzato’, dove i più deboli, i più piccoli e i più poveri sembrano avere ben poco da sperare?”. Per Giovanni Paolo II, “è in questo mondo che deve rifulgere la speranza cristiana!”. (segue)