SETTIMANA SANTA: RITA BORSELLINO, “GUARDARE OLTRE IL DOLORE”

” “”E’ tanto che cammino Gesù, ho percorso tante strade e questa sera avrei voluto fermarmi ai piedi della tua croce, dritta e con la testa alta, per raccogliere dal tuo sguardo ancora la forza per andare avanti. In piedi, sotto la croce, per resistere ancora una volta alla tentazione di lasciarmi vincere dal dolore. Avrei voluto ancora imparare da Maria, tua madre, come ho imparato da Maria, mia madre, che bisogna guardare oltre il dolore per intravedere la luce della Resurrezione”. Inizia così la testimonianza “della croce” che Rita Borsellino, sorella di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia dieci anni fa, ha inviato a Loreto e che sarà letta sul calvario durante la rappresentazione della “Passione vivente”, Venerdì santo (18 aprile). “Dice la scrittura – scrive Rita Borsellino, impossibilitata da un malessere ad essere a Loreto durante la drammatizzazione, – che al momento della tua morte, da mezzogiorno alle tre si fece buio su tutta la terra. Conosco questo buio che cancella tutto, che annulla tutto: l’ho vissuto in via D’Amelio dieci anni fa, davanti al corpo di Paolo, crocifisso dalla violenza degli stolti, con le braccia tanto allargate sull’asfalto da staccarsi dal corpo, in un anelito infinito di fame e sete di giustizia. L’ho visto nei corpi smembrati e martoriati di coloro che cercavano di proteggerlo, nuovi e più fedeli apostoli, che solo la morte ha potuto addormentare”. La rappresentazione de “La morte del Giusto”, popolarmente chiamata “Passione vivente di Villa Musone”, si svolge da 26 anni nell’ambito dei riti della settimana santa. Quest’anno vi partecipa anche l’arcivescovo Angelo Comastri nella veste del Cireneo.
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