ISLAM; DUOMO DI CALTANISSETTA: MIGRANTES, “E’ PER RISPETTO DELLE IDENTITÀ”

” “”Fra moschea e cattedrale ci sarà buon vicinato e collaborazione, maggiore possibilità di dialogo, rimanendo però l’una e l’altra nella loro identità di luogo di culto musulmano e cristiano, senza pericolose confusioni”. Lo ricorda padre Filippo Bonasera, direttore regionale della Migrantes Sicilia, intervenendo in risposta ad alcuni articoli apparsi ieri su quotidiani regionali e su un quotidiano nazionale secondo i quali il Duomo di Caltanissetta – richiesto per ospitare una rassegna internazionale che comprendeva canti e danze di una confraternita tunisina – è stato “vietato all’Islam” dal vescovo mons. Alfredo Maria Garsia. Padre Bonasera ritiene che “l’articolo è un misto di invenzioni fantasiose e di interpretazioni gratuite che con parola più propria si chiamerebbero processo alle intenzioni”. Il direttore della Migrantes smentisce che ci sia stato un giro di fax dalla curia come illustrato nell’articolo, come pure le dichiarazioni – mai rilasciate – e la predica del vescovo. “Che c’è dunque dietro a questa montatura crollata?” si chiede padre Bonasera: “C’è il fatto che il vescovo ha detto no nella sua cattedrale a questa manifestazione” ma “il semplice buon senso – spiega – dice che questo diniego non ha nulla a che fare col rispetto e la stima verso i fratelli islamici, con la volontà di dialogo, di reciproca comprensione e, su vasti campi, anche di collaborazione. Sempre inteso però che, sul piano della fede, si tratta di due identità diverse e in molti punti inconciliabili”. “Rimangono le differenze, ossia ognuno conserva la sua identità e consente all’altro di mantenere la propria: un ‘io’ che si confronta con un ‘tu’ – precisa -, l’uno e l’altro chiaro e distinto, non annacquato, non mescolato e confuso in una forma di ibridismo eclettico, in cui l’uno e l’altro non più si riconoscono. Questo è rinuncia alla propria identità e, sul piano religioso, rinuncia all’autenticità della propria fede, espressa anche nelle forme di preghiera, di culto e nei luoghi stessi di preghiera e di culto”. (segue)
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