” “Padre Bonasera si chiede “perché si volesse proprio, per questa manifestazione religiosa anche musulmana, la cattedrale che è il cuore della diocesi”. E ribadisce che i musulmani, “se entrano per visitare la chiesa o per farvi una loro personale preghiera, sono i benvenuti; altrettanto se partecipano a un rito cattolico, come potrebbe essere un matrimonio o un funerale, che li interessa personalmente”. Racconta ad esempio alcune situazioni ricorrenti: “Per casi di emergenza chiese sono state trasformate in dormitorio, come a Borgo Segezia nel foggiano in occasione della raccolta del pomodoro; la splendida Basilica di S. Maria in Trastevere il giorno di Natale viene trasformata in aula conviviale per immigrati gran parte dei quali sono musulmani; a Mazara del Vallo, non lontano da Caltanissetta, i tunisini hanno riempito la chiesa per dare l’estremo saluto alla ‘loro’ suora della Comunità delle Missionarie Francescane, che hanno posto la loro dimora nel cuore della casbah. Del resto anche qui nella diocesi di Mons. Garsia da tempo prosegue il dialogo con la comunità musulmana e le tante iniziative caritative e di promozione umana sono in favore di tutti gli immigrati, senza distinzione di provenienza o di religione”. “Non si possono contare conclude – i tanti suoi interventi perché questi immigrati abbiano pieno riconoscimento della loro dignità e dei loro diritti tra noi. Anche dei diritti religiosi; certo, nessuna obiezione da parte del vescovo e della diocesi se i musulmani si costruiscono anche a Caltanissetta la loro moschea”.
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