” “Una via crucis con i detenuti del carcere di Rebibbia si svolgerà domani, 15 aprile (ore 16), per iniziativa della Caritas diocesana di Roma, quale “segno di solidarietà e vicinanza ad un mondo dimenticato ed emarginato”. Sarà anche rinnovato l’invito al Parlamento, più volte disatteso, a dare seguito all’appello del Papa per un gesto di clemenza nei confronti dei detenuti. “Pregheremo perché le parole di Giovanni Paolo II non siano dimenticate spiega don Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma Un gesto di clemenza sarebbe un segno di misericordia”. “Gran parte della popolazione carceraria ricorda è composta da giovani uomini provenienti da situazioni di estremo degrado ed emarginazione: tossicodipendenti, extracomunitari e piccoli criminali cresciuti in periferie senza speranza. Per loro, la detenzione in carceri sovraffollate e dove i programmi volti al recupero sono scarsi e inadeguati, rappresenta un ulteriore ingiustizia”. La via crucis è anche occasione per un incontro tra le comunità parrocchiali e il mondo del carcere. La Caritas di Roma è presente a Rebibbia con un centinaio di volontari. Intanto il Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) ha espresso in questi giorni “piena solidarietà” a don Mario Vatta, fondatore della Comunità di San Martino al Campo, da anni attivo a Trieste nel campo dell’assistenza ai detenuti. Nei giorni scorsi don Vatta aveva pubblicamente denunciato la grave situazione nel carcere triestino di Coroneo. A questa presa di posizione, argomentata con precisi riferimenti alla condizione di vita dei detenuti, “il direttore del carcere ha risposto minimizzando i disagi dice il Cnca – fino addirittura a minacciare l’interdizione alle visite in carcere”. In Italia sono 204 i penitenziari, con una capienza prevista di 42.000 posti ma che ospitano attualmente 56.271 persone.
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