PACEM IN TERRIS, 40 ANNI DOPO: MONS. MARTINO (GIUSTIZIA E PACE), “RICHIESTE RAFFORZATE DAL CONFLITTO IN IRAQ”

” “”La situazione di crisi delle Nazioni Unite, conseguente alle decisioni per la guerra in Iraq, non contraddice ma anzi rafforza e rende più pressanti le richieste della Pacem in Terris circa un’autorità politica mondiale in grado di assicurare la pace e lo sviluppo dei popoli”. È quanto ha affermato mons. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, intervenendo al Convegno di studio in corso alla Pontificia Università Lateranense per commemorare i 40 anni della “Pacem in terris”, pubblicata da Giovanni XXIII l’11 aprile 1963. Il convegno, presieduto oggi pomeriggio dal cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, è promosso dalla Lateranense, con il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, la Fondazione Toniolo di Verona e la rivista “La società”. Secondo mons. Martino, questo è il momento di “metter mano a un”ingegneria costituzionale dell’umanità’, non per dar vita ad un super-Stato mondiale, ma perché le Nazioni Unite – definite da Paolo VI nel 1965 ‘cammino obbligato della civiltà moderna e della pace mondiale’ – possano svolgere a pieno il loro ruolo insostituibile”. A tal scopo, “bisognerà favorire la multilateralità, non solo a livello diplomatico ma anche nell’ambito dei piani di sviluppo. Si dovrà inoltre promuovere il potenziale pedagogico delle organizzazioni internazionali e dell’Onu in particolare, procedendo all’auspicata ormai da troppo tempo revisione della struttura delle stesse Nazioni Unite, in modo che tutti gli Stati membri trovino sufficiente garanzia di veder rispettati i loro interessi e assicurato, come sottolineato dalla Pacem in Terris, il principio della dignità di tutte le nazioni e di tutti i popoli”. Mons. Martino ha concluso il suo intervento rilevando che “l’indebolimento degli organismi internazionali potrebbe significare un affievolirsi della consapevolezza di essere un’unica famiglia”.