” “In un mondo, come quello attuale, in cui si è ormai rotto il “patto religioso” tra le generazioni, bisogna reagire alla “scristianizzazione” con una Chiesa “più missionaria”, attenta anche a tutti coloro che non frequentano la comunità ecclesiale, o che magari vorrebbero “tornarci” dopo essersene, per vari motivi, allontanati. E’ uno degli “spunti” del comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, presentato oggi da mons. Betori ai giornalisti. Al centro dell’appuntamento ecclesiale, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, l’approvazione della Terza nota sull’iniziazione cristiana (dedicata proprio “ai giovani e agli adulti battezzati che chiedono di completare l’itinerario di iniziazione cristiana o di essere aiutati a riscoprire la fede”) e il programma della 51a Assemblea generale della Cei, che si terrà a maggio e punta si legge nel comunicato a “collegare il tema dell’iniziazione cristiana con quello della comunità cristiana come soggetto globale di evangelizzazione”; nell’assemblea di maggio verrà scelto anche il tema del prossimo Convegno ecclesiale nazionale (Verona, autunno 2006), sempre incentrato sull’impegno della Chiesa italiana “nella missione di annuncio di Cristo nell’odierna condizione culturale di cambiamento, con specifico riferimento alle dimensioni della libertà e della speranza”. La Settimana sociale (Bologna, autunno 2004), la questione dell’insegnamento della religione e la presenza dei disabili nella Chiesa: questi altri temi “in agenda” dei vescovi, che hanno ricevuto proprio in questi giorni ha informato Betori la prima bozza del Direttorio per le comunicazioni sociali. Sul piano del rapporto tra fede e cultura, la Chiesa italiana intende infine rilanciare la pastorale universitaria, anche in vista del Simposio europeo che si terrà a Roma, dal 17 al 20 luglio prossimo, sul tema “Università e Chiesa in Europa”. “Se le condizioni lo permetteranno”, ha annunciato Betori, i vescovi italiani compiranno, dal 22 al 25 aprile, un pellegrinaggio in Terra Santa, come “gesto di solidarietà” verso le comunità cristiane e le “persone che vivono in luoghi di difficoltà e sofferenza”.
” “
” “