” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Fine anno in sordina per la politica italiana. Si profilano, per la primavera, importanti appuntamenti elettorali, le amministrative e le europee, e gli schieramenti attraversano una fase riflessiva. L’idea, lanciata da Prodi per il centro-sinistra e poi ripresa dalla maggioranza, di una lista unica per le europee per un po’ ha ravvivato il dibattito strettamente politico, poi si è progressivamente sgonfiata. D’altra parte è anche vero che le vicende della politica dei partiti, piccoli e grandi, e degli schieramenti, sempre più ingarbugliate e aggrovigliate, interessano sempre di meno i cittadini. Il recente fallimento dell’accelerazione verso il trattato costituzionale europeo dimostra comunque che questa situazione di disincanto, di bassi orizzonti, trascende il quadro nazionale.
” “Né può essere riempita con le accelerazioni impresse dalla leadership americana in direzione essenzialmente militante e militare, prima, durante e dopo quel conflitto in Iraq che è stato certamente l’evento saliente del 2003. In Italia molto, troppo, si parla in queste settimane, ad imitazione ancora una volta del sistema politico-mediatico statunitense, di allarme terrorismo. Elementi interni, con sigle diverse, dalle nuove Brigate Rosse agli anarco-insurrezionalisti, si mescolano ad elementi internazionali, riconducibili ad un filone islamico dai contorni certo pericolosissimi, ma sempre indecifrabili. Ma al di là dei dati di cronaca, spesso inquietanti, è soprattutto richiesto a tutti il massimo senso di responsabilità: non si può giocare, né in un senso né nell’altro, con la questione della sicurezza collettiva.
” “Il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi d’altra parte, alla luce anche della recente vicenda della riforma del sistema televisivo, continua a connotare il caso italiano di quell’anomalia che non a caso è emersa con evidenza in diverse occasioni durante il semestre italiano di presidenza di turno dell’Unione Europea. Questo resta un elemento obiettivo di debolezza, che continua a connotare la vicenda del sistema politico italiano come interminata transizione.
” “Negli incontri di famiglia e tra amici di questi giorni di festa si parla però sempre meno di politica e con sempre maggiore disincanto della forzatura nel senso della leadership, a dispetto dei contenuti e dei programmi, che sembra avere rappresentato la più recente frontiera del sistema della comunicazione politica anche in Italia. È evidente, da un lato, una persistente preoccupazione per la situazione economica e sociale. Ma dall’altro emerge una nuova voglia e nuove prospettive di impegno: vale la pena di seguire questo processo, ancora embrionale, ben oltre il piccolo teatro della politica di oggi. E qui, ancora una volta, il mondo cattolico, nelle sue più varie articolazioni, sembra in prima linea.
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