50 ANNI DELLA SALA STAMPA VATICANA: ZIZOLA, LA STORIA DI UN “PONTE” TRA IL PAPATO E LA “SOCIETÀ DEI MEDIA”

” “Quella della sala stampa vaticana è, in sintesi, la storia di un organismo che ha esercitato un “ruolo” di “ponte tra il papato e la società dei media”. Lo ha detto Giancarlo Zizola, vaticanista del Sole 24 Ore, intervenendo all’incontro organizzato dall’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) in occasione dei 50 anni della sala stampa della Santa Sede. Il “primo segnale” della nascita della sala stampa vaticana, secondo il relatore, risale al 19 ottobre 1925, quando Enrico Pucci, curiale e giornalista, divenne tramite tra il mondo vaticano e diversi organi d’informazione perla creazione di un “ufficio stampa ” in grado di diffondere notizie e garantire “l’unicità” delle “informazioni politiche” sul papato e la Santa Sede. Sorto, così, sotto il papato di Pio XI per “orientare l’informazione dei giornali amici”, l’ufficio stampa divenne uno strumento per “garantire l’indipendenza della stampa cattolica e contenere le derive totalitarie” del regime fascista; ricevette, poi un successivo impulso grazie all’attività dell’allora sostituto alla Segreteria di Stato Giovambattista Montini, fino ad assumere (dal ’53 in poi) un vero e proprio “ruolo di ponte tra il papato e la società dei media”. Dopo gli anni di “una visione apologetica” che “mal sopportava lo statuto laico e autonomo dell’informazione, di preferenza accordata ad una stampa subalterna e devota”, la sala stampa – secondo Zizola – è passata a quelli della “felice confusione delle lingue” che ha caratterizzato il periodo del Concilio, con “la crisi ormai irreversibile della dottrina del segreto” e l’ingresso dei media, grazie a Paolo VI, “non solo come attori del processo conciliare, ma partecipi del travaglio della Chiesa verso l’affermazione delle libertà moderne”.