50 ANNI DELLA SALA STAMPA VATICANA: NAVARRO, UN BILANCIO ALL’INSEGNA DELL’ “OTTIMISMO”, DECISIVO IL RUOLO DEL PAPA

Un bilancio all’insegna dell’ottimismo, sia riguardo alla “qualità” dell’informazione religiosa attuale, sia riguardo all'”interesse” che i media mondiali manifestano “per i temi religiosi e morali”, in particolare “grazie a questo pontificato” e al ruolo trainante del Papa, che “non ha affatto una visione strumentale dei media”. A tracciarlo è stato il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls, in occasione dell’incontro organizzato ieri, a Roma, dall’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) in occasione del 50° anniversario di questo “speciale ufficio” vaticano. “Non ho mai sentito il Papa usare l’espressione ‘utilizzare i media’”, ha confessato Navarro, secondo il quale l'”atteggiamento personale” di Giovanni Paolo II nei confronti dei mezzi di comunicazione di massa è quello di chi “conosce a livello intuitivo le dinamiche della comunicazione contemporanea, ed è disposto a partecipare in prima persona al dialogo comunicativo”, utilizzando “linguaggi” e “segni” che “affascinano” gli uomini del nostro tempo”. Anche la sala stampa vaticana, ha sottolineato il direttore, in questo mezzo secolo di storia si è mostrata “disponibile a partecipare pienamente alla dinamica della comunicazione moderna”, molto cambiata a causa della “globalizzazione” spesso “squilibrata” e alle nuove tecnologie, che hanno prodotto “un’informazione che è la migliore che ci sia ma i stata, in termini di possibilità di scelta”. In questo pontificato, secondo Navarro, “è cresciuto l’interesse dei media per i temi religiosi e morali. Il che non vuol dire che tutti siano d’accordo col Papa, ma che oggi non c’è giornale al mondo che possa permettersi di non dare accesso all’informazione religiosa tra le sue pagine”.