” “”Salvaguardare l’ambiente e tutelare la legalità, garantendo al contempo anche un’equa soluzione al problema occupazionale, per non aggiungere povertà a povertà”: è questa la linea espressa dal vescovo di Piazza Armerina (Sicilia), mons. Michele Pennisi, a proposito delle vicende che riguardano la raffineria di Gela, su cui pende un ordine di sequestro di ben 92 serbatoi (la quasi totalità dell’impianto) nell’ambito di un’inchiesta aperta per un maxi-inquinamento da idrocarburi nella falda sottostante il petrolchimico. Dopo momenti di acuta tensione, con da una parte le maestranze che hanno incrociato le braccia e dall’altra la direzione aziendale che chiedeva di avviare un secondo carico del greggio sulla motocisterna Stromboli, per trasferirlo a Taranto, i lavoratori anche grazie all’intervento del vescovo hanno accettato la mediazione, procedendo all’imbarco di 20 mila tonnellate di greggio. Le resistenze a trasferire il greggio avrebbero comportato il blocco dei pozzi hanno spiegato i tecnici ed i sindacalisti esponendoli a danni difficilmente riparabili nel breve termine. Mons. Pennisi ha promesso ai lavoratori il proprio interessamento presso le autorità e il mondo produttivo, per evitare una crisi occupazionale gravissima, col rischio di perdere 3 mila posti nell’impianto e altre centinaia nell’indotto. Già nel maggio scorso un analogo evento aveva mobilitato sindacati e lavoratori per la crisi alla Smim Impianti, con decine di posti a rischio. Domani mattina, 23 dicembre (alle ore 8,30), il vescovo sarà nella mensa aziendale della raffineria per un incontro prenatalizio con le maestranze e un momento di preghiera.