IL 32° ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’HANDICAPPATO MENTALE

” “”I disabili mentali, insieme a quelli fisici, in quest’anno europeo a tutti dedicato, stanno lottando per ottenere diritti legali, ma soprattutto per far riconoscere il loro status sociale, che quotidianamente incontriamo e che rende la loro esistenza, oltre a quella dei loro familiari, molto difficile”: lo dice Franco Previte, presidente dell’associazione “Cristiani per Servire”, in occasione del 32° anniversario dalla “Dichiarazione dei diritti dell’handicappato mentale”, emanata dall’Onu nel 1971. “L’elemento centrale di quella dichiarazione – prosegue Previte – consiste nel principio che ‘l’handicappato mentale deve godere in tutta la misura possibile degli stessi diritti degli altri esseri umani’. Ciò pare un traguardo non ancora raggiunto, almeno nel nostro paese. Le istituzioni, a parte qualche piccola agevolazione di carattere finanziario, hanno ‘dimenticato’ o forse ritengono superato il problema”. Il presidente di “Cristiani per Servire” rileva quindi che “nell’opinione pubblica persiste il timore di perdere quei diritti etico-civili, condensati nel rispetto della persona malata, in una progressione di esternazione da parte dei politici in occasione di varie ‘ricorrenze’, come questa del 32° anniversario. Il rischio è che l’impegno si esaurisca in bei discorsi cui non facciano poi seguito interventi concreti, come nel caso evidente della necessaria assistenza ai malati mentali dimessi dalle strutture manicomiali e alle loro famiglie”. In Italia si calcola le persone che soffrono di disturbi mentali vari, dai più lievi a quelli gravissimi, siano circa 10 milioni. Di questi circa 700 mila risultano affetti da forme di schizofrenia e psicosi gravi.