CIVILTÀ CATTOLICA: NASSIRIYA HA “SDOGANATO” LA PAROLA “PATRIA”

” “”Il 12 novembre scorso, giorno del massacro di Nassiriya, dopo lo sgomento per l’accaduto, si è fatto strada in molti italiani un senso di orgoglio nazionale”. E’ quanto scrive padre Antonio Spadaro, nell’ultimo numero di “Civiltà cattolica”, di cui sono state anticipate oggi le bozze. “Da quel drammatico giorno di novembre la parola ‘patria’ sembra sia stata ‘sdoganata’”, si legge nell’articolo, in cui si prende in esame un recente volume (“Patrie impure”, curato da Benedetta Centovalli e pubblicato da Rizzoli) che ha “l’indubbio merito di porre la questione circa il senso del concetto di ‘patria’ applicato oggi al nostro Paese”. “Dipingere narrativamente l’Italia e contribuire alla sua comprensione dall’interno, dalle sue storie, cioè dalle sue viscere”: questo, spiega il gesuita, l’intento del libro, che raccoglie 42 brani originali scritti per l’occasione da 41 giovani autori italiani, i quali hanno fornito un “ritratto variegato” del nostro Paese. Il risultato, sottolinea però “Civiltà cattolica”, è un’antologia “molto pigra, cioè capace di raccogliere le olive marce già cadute, ma non di discernere quelle verdi; capace di reagire al vuoto che avanza, ma incapace di intuire vie d’uscita”. “Non è possibile ridurre il paesaggio italiano ad una steppa”, commenta Spataro, contestando l’idea del libro per cui “l’Italia è soltanto l’entità labirintica, fatua, volgare, senza etica, narcotizzata, superficiale, conformista, sazia e disperata”. Interpretare il nostro Paese, conclude Spataro, significa saper cogliere le “sfumature”, per accorgersi che l’Italia “non è e non sarà la ‘patria’ così come lo sono la Francia e la Gran Bretagna. Tantomeno come lo può essere come lo sono gli Stati Uniti”.