” ” Prosegue nelle sedi istituzionali europee il dibattito sul dopo-Bruxelles. Il fallimento del vertice nella capitale belga, che avrebbe dovuto approvare la Carta costituzionale dell’Unione, è stato ieri e oggi al centro delle discussioni durante la sessione del Parlamento riunito a Strasburgo. Il premier Silvio Berlusconi, riferendo in aula sul semestre di presidenza italiana, ha ricostruito le tappe delle trattative, giungendo ad auspicarne una immediata ripresa sotto il semestre irlandese. Berlusconi si è poi detto contrario alle “cooperazioni rafforzate” per un rilancio dell’integrazione comunitaria. Favorevole, invece, a questa ipotesi auspicata dal presidente francese Chirac, è il presidente della Commissione, Romano Prodi. Numerosi gli interventi degli eurodeputati nell’emiciclo, preceduti dai disorsi dei capigruppo. Margie Sudre, presidente della delegazione francese nel gruppo del Partito popolare, a margine dei lavori del Parlamento, afferma: “Purtoppo non è l’interesse comune dell’Unione che ha prevalso a Bruxelles, ma quello dei singoli paesi, mentre i governi hanno categoricamente rifiutato di fare un’opera utile dotando l’Ue di una Costituzione destinata a farla funzionare nel lungo periodo”. La Sudre si augura che “il Consiglio di Bruxelles non sia che un infelice contrattempo e che un accordo possa essere raggiunto in primavera dai governi dei Venticinque sotto l’egida della presidenza irlandese”. Diversamente “entreremmo in uno dei periodi di crisi più pericolosi della storia della costruzione europea”.(segue)