IRAQ: CARD. MARTINO, LA CATTURA DI SADDAM “NON È LA SOLUZIONE COMPLETA AI PROBLEMI DEL MEDIORIENTE” (2)

” “Interrogato dai giornalisti circa eventuali “preferenze” della Santa Sede sul modo in cui debba essere giudicato Saddam Hussein, il card. Martino si è limitato a dire che “è auspicabile che questa cattura e il processo che ne seguirà avvengano nelle sedi appropriate, e che tutto ciò contribuisca alla pacificazione e alla democratizzazione dell’Iraq”. Tuttavia, ha aggiunto, “è illusorio sperare che la cattura e il processo valgano a riparare i drammi e i danni di quella sconfitta dell’umanità che è sempre la guerra, come ha incisivamente detto Giovanni Paolo II”. In merito ad una eventuale “pena capitale” per il dittatore iracheno, Martino ha ricordato che “il Papa più volte si è espresso contro la pena capitale, bandita del resto dall’Unione europea, dai tribunali speciali internazionali e dalla Corte penale internazionale”. “Eliminare le cause” del terrorismo ed “insistere su un’educazione ispirata al rispetto della vita umana in ogni circostanza”: questo, ha detto il card. Martino, l’impegno della Chiesa per la pace, così come emerge dal Messaggio per la Giornata mondiale della pace. “Il Papa, prima durante e dopo il conflitto in Iraq ha espresso il suo pensiero circa la guerra”, intervenendo 32 volte, dal 13 gennaio ad oggi, ha precisato il cardinale, ricordando che il suo “no” alla guerra “risuona ancora” nelle definizioni di quest’ultima come “avventura senza ritorno” o “sconfitta dell’umanità”. Quanto al paragrafo 8 del messaggio papale, quello specificamente dedicato al terrorismo, Martino ha puntualizzato che quando il Papa dice che “l’uso della forza contro i terroristi non può giustificare la rinuncia ai principi di uno Stato di diritto”, vuole sottolineare che “ogni Stato ha un codice, delle leggi, e quindi deve agire secondo quei codici e quelle leggi: non si possono inventare iniziative al di fuori della legalità nazionale e internazionale”.