CRISI INTERNAZIONALE: BIAGINI (LA SAPIENZA), “FISSARE NUOVE NORME INDEROGABILI. MA NON È SCONTRO TRA CIVILTÀ”

” “”Oggi il diritto internazionale va riscritto stabilendo dei punti fissi inderogabili per ciascuno. Senza queste nuove norme rischia di diventare uno spolverino molto comodo da indossare a seconda delle situazioni”. È questo il parere di Antonello Biagini, docente di storia dell’Europa orientale all’Università La Sapienza di Roma a proposito della situazione politica internazionale e in particolare dell’Iraq e della Turchia. Nel suo intervento, durante un dibattito organizzato ieri a Roma dall’Associazione culturale relazioni internazionali e il Centro interuniversitario di studi sull’Europa centrale su “La sfida democratica in tempo di guerra”, ha messo in evidenza la difficoltà di interpretare i fatti storici attuali con le categorie del diritto internazionale. “Tutto ciò che ci avevano insegnato non è più valido e sta evolvendo, nei fatti, verso qualcosa che non sappiamo – ha osservato -. La guerra in Iraq è di sicuro il momento più tormentato, perché in altre situazioni era più chiaro distinguere tra chi aveva più o meno ragione. Stavolta per il 50% è vero che l’intervento militare era necessario per la fuoriuscita di Saddam; ma per l’altro 50% è una assoluta ingerenza negli affari di un altro Stato”. A suo avviso “non siamo di fronte ad uno scontro di civiltà ma ad uno dei mille scontri per il controllo economico, commerciale, geo-strategico e politico, come i tanti che la storia ci ha fatto finora conoscere”. E Padre Justo Lacunza-Balda, rettore del Pontificio Istituto di Studi arabo-islamici, rispondendo alla questione se sia possibile portare la democrazia nei Paesi a maggioranza musulmana ha precisato: “La democrazia non è una merce che si può esportare da un Paese all’altro ma nasce nel solco delle società”.