VERTICE DI BRUXELLES: BORSA (SIR), “LE TRATTATIVE PER LA COSTITUZIONE DEVONO RIPARTIRE AL PIÙ PRESTO”

” “”La buona notizia della cattura di Saddam Hussein relega in secondo piano la pessima notizia del fallimento della Conferenza intergovernativa”. Lo sostiene Gianni Borsa, esperto in politiche europee e inviato Sir a Bruxelles, a conclusione del vertice dei capi di Stato e di Governo, tenutosi nella città belga dal 12 al 13 dicembre. “Quali considerazioni è possibile trarre dopo Bruxelles? Nonostante questo stop – afferma Borsa in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir (on line da domani sera) – nell’Unione si conferma in primo luogo la volontà, che appare comunque più forte dei contrasti contingenti, di scrivere una Carta fondamentale. Sarà una corsa ad ostacoli che potrebbe giungere al traguardo nel 2005. Cresce poi la convinzione – ed è la seconda ‘eredità’ brussellese – che, come ha detto il premier inglese Tony Blair, il sogno di ‘un’Europa federale non è più attuale’. Il problema è che, sotterrando questa, non nasce nemmeno una Unione confederale o interstatuale. Quale sarà, dunque, il vero volto istituzionale dell’Ue di domani? In terzo luogo si deve rilevare, come ha fatto il presidente della Commissione, che ‘un’Europa divisa, è un’Europa che non esiste e i nostri Paesi da soli nella globalizzazione non hanno alcun ruolo'”. Secondo Borsa, “se i leader dei Governi dei 25 intendono rispondere alle esigenze concrete dei loro cittadini, se mirano realmente allo sviluppo economico e sociale dell’Europa, se vogliono contribuire alla democrazia e alla pace nel mondo, devono dare coesione all’Ue”. Ma, conclude, “la storia non si fa con i ‘se’: le trattative per la Costituzione devono ripartire al più presto da qui”.