” “Un vero e proprio gioco delle parti. Il summit europeo in corso a Bruxelles ha raggiunto venerdì mattina alcuni risultati concreti in materia economica, di difesa, di immigrazione e nel campo della politica estera. Resta da definire il testo del Trattato costituzionale, necessario per dare “personalità giuridica” all’Unione, per chiarirne l’identità e i grandi obiettivi, per adeguare le istituzioni comunitarie alle necessità di una Ue allargata da 15 a 25 membri. Il “gioco delle parti” si afferma proprio a questo livello. La presidenza italiana vorrebbe portare a termine le trattative entro questo fine settimana brussellese, anche se la “squadra” di Berlusconi si rende conto degli ostacoli posti soprattutto da Spagna e Polonia che non accettano il nuovo sistema di voto “a doppia maggioranza”. Madrid e Varsavia vogliono contare in Consiglio quasi quanto i grandi Paesi, ma, naturalmente, Germania e Francia non sono d’accordo e agiscono in tandem per stoppare questa “pretesa”. La Gran Bretagna sta progressivamente rivalutando il proprio ruolo all’interno dell’Unione: Blair sa che se non vuole restare ai margini dell’Europa, deve abbandonare il tradizionale “euroscetticismo” e inserirsi senza riserve tra i Paesi-guida dell’Ue. Gli Stati più piccoli e i nuovi arrivati reclamano da parte loro una uguale “dignità”. Commissione e Parlamento, infine, lottano assieme per far sì che l’Ue non sia dominata dai Governi e dalle capitali, ma proceda nel percorso di integrazione e di “comunitarizzazione”. Due giorni e due notti di trattative e compromessi ci diranno una parola chiara sul futuro dell’Unione, anche se una prima “vittima” è già rimasta sul campo: il riferimento alle “radici cristiane” nel preambolo della bozza sembra ormai una ipotesi tramontata. Gli “avvocati difensori” di questa proposta si sono dileguati?