“Servono preti giovani altrimenti tra 10-15 anni le nostre missioni cattoliche sono destinate a chiudere”. E’ l’allarme di padre Gabriele Parolin, delegato delle missioni cattoliche italiane in Germania e Scandinavia. “L’età media dei sacerdoti delle nostre 80 missioni cattoliche in Germania – spiega al Sir padre Parolin – è di 63 anni e il loro numero diminuisce costantemente e lo stesso vale per gli operatori pastorali dediti agli emigranti”. Secondo il delegato “le trasformazioni in atto nella società tedesca toccano da vicino anche la chiesa e la pastorale fra i migranti. Aumenta l’attesa che anche i gruppi stranieri, pur minoritari, diventino maggiormente attivi nella società attraverso la partecipazione alla vita sociopolitica cittadina. La società emigrata, non solo italiana, si presenta più articolata rispetto al passato.
Accanto alla prima e seconda generazione, legate al mondo e alla cultura italiana, si fa strada la terza generazione che si esprime in lingua tedesca ma non ha una chiara identità. Di fronte a questo fenomeno c’è nelle chiese locali il rischio della chiusura o della difesa dei propri interessi. E’ urgente, dunque, un rinnovamento pastorale a partire dalla parrocchia con l’aiuto di nuovi preti e di laici impegnati”. “Investire nelle comunità di altra madre lingua è un segno di cattolicità in ogni chiesa locale. Sacerdoti provenienti dall’Italia possono essere, in un’Europa unita, segno di una chiesa che si dona e dialoga”.