” “Papa Benedetto XV, ha proseguito padre Ardura ha denunciato le “barbarie” e i “massacri giganteschi” di cui è stata preda l’Europa con lo scoppio della prima guerra mondiale, parlando per la prima volta di una “civiltà dell’amore” e ricordando “a tutti i belligeranti il principio radicale della carità insegnata da Cristo”. Pio XI “non ebbe paura di smascherare il nazismo, denunciandolo come falsificazione culturale” e anche lui parlò di cultura come “strumento per l’instaurazione di una società giusta e fraterna”, messa “in pericolo” dalla “nuova barbarie”. La civiltà cristiana, è un tema ricorrente nel pontificato di Pio XII, si fonda “sull’insegnamento sociale della Chiesa”, che “nel momento della ricostruzione dell’Europa, non può che essere punto di riferimento anche per le questioni economiche e sociali”. Il legame tra “cultura e giustizia” è, invece, al centro del magistero di Giovanni XXIII, per cui “il pensiero sociale della Chiesa non è destinato ai soli cattolici”, ma a “tutti gli uomini di buona volontà”, anche attraverso il “dialogo e la cooperazione anche con i non credenti”. A Paolo VI, ha sottolineato padre Ardura, spetta il merito di aver introdotto l’espressione “civiltà dell’amore”, partendo dalla convinzione che è possibile “proclamare l’amore della Chiesa per tutti gli uomini e il desiderio di penetrare e vivificare tutte le culture”. Con Giovanni Paolo II, infine, la “lunga evoluzione e la paziente maturazione della Chiesa” nel rapporto tra fede e cultura è giunta al culmine, rendendo “al nostro tempo una testimonianza credibile del suo amore incondizionato per l’uomo”.
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