UNIONE EUROPEA: ALLA VIGILIA DEL SUMMIT DI BRUXELLES SI ALLONTANA L’ACCORDO SUL TRATTATO COSTITUZIONALE

Pubblichiamo una breve nota sugli ultimi sviluppi dei lavori della Conferenza Intergovernativa. – Si complica il percorso verso la Costituzione europea. Quasi due anni di lavoro fra Convenzione e Conferenza intergovernativa non sono bastati per appianare tutte le divergenze fra i paesi dell’Unione. Il vertice dei capi di Stato e di governo che si svolgerà fra venerdì e sabato (con una eventuale “coda” delle trattative fino a domenica mattina) dovrà dire l’ultima parola sulla possibilità di “licenziare” il Trattato costituzionale in vista dell’allargamento da 15 a 25 paesi e prima delle elezioni del Parlamento di Strasburgo, già fissate per il prossimo giugno. Nonostante il grande lavoro di mediazione svolto dalla presidenza di turno italiana (che ha presentato ieri un nuovo “strumento di lavoro”), rimangono importanti nodi da sciogliere: l’accordo sulla “difesa europea”, la composizione della Commissione, il ruolo del ministro degli esteri Ue, il voto a maggioranza in seno al Consiglio. Tra i dossier aperti resta anche la richiesta di diversi paesi per una esplicita citazione delle “radici cristiane” del continente nel preambolo della Carta. Lo scontro finale dovrebbe però concentrarsi sul voto in Consiglio e sul “peso” da assegnare a ciascuno Stato. Spagna e Polonia insistono per mantenere il sistema deciso a Nizza tre anni or sono, che avvantaggia Madrid e Varsavia; gli altri Stati (con una posizione defilata della Gran Bretagna), sono per la “doppia maggioranza” (una decisione sarebbe assunta con l’accordo del 50% degli Stati che rappresentino almeno il 60% della popolazione). Uno scontro aperto a Bruxelles rischierebbe di compromettere il varo della Costituzione e lo stesso cammino di integrazione comunitaria. Il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, lancia un messaggio: “È necessario trovare un accordo di alto profilo per il futuro dell’Europa”.