” “La Comunità di Sant’Egidio esprime “stupore e indignazione” per lo sgombero avvenuto nei pressi della stazione Tiburtina, dove circa 300 nomadi romeni sono stati allontanati dai loro “alloggi di fortuna” in cui avevano trovato riparo dal freddo intenso di questi giorni. “Si tratta di nuclei familiari con moltissimi bambini e donne incinte, la gran parte richiedenti asilo in Italia in attesa di risposta”, si legge in una nota, in cui si denuncia che “non è stato previsto” nulla per “trovare alloggi alternativi a tutte queste donne e bambini, che ora si trovano in una situazione ancora peggiore di quella già precaria in cui erano costretti a vivere”; le autorità cittadine, infatti, hanno potuto portare in questura per accertamenti solo alcuni nomadi, mentre “la maggior parte è rimasta senza alloggio e senza difese per il freddo”. “L’unica soluzione al problema di condizioni inumane di vita è quella di garantire condizioni più umane”, sottolinea la Comunità, chiedendo che “siano presi urgenti provvedimenti per ricoverare queste persone che hanno diritto a essere trattate con dignità e a trovare riparo durante l’inverno”. Facendo presente che gli sgomberi non rispondono “a nessuna logica di maggior sicurezza per la città”, ma anzi “disperdono sul territorio le persone, distruggono le uniche difese dal freddo e non offrono nessuna alternativa”, la Comunità di Sant’Egidio ricorda a tutta la città “il dovere di accoglienza e la cultura dell’ospitalità, che dovrebbero prevalere sempre in tali circostanze, e ancor più nel caso di persone con regolare richiesta di asilo”.
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