” “Quella attuale è una legge che “deve essere sostenuta” perché “si pone anche dalla parte del più debole, com’è l’essere umano nella fase iniziale del suo sviluppo”. A ribadirlo oggi, in una nota del Sir “on line”, da stasera, è il teologo Marco Doldi, che a proposito del dibattito “rovente” in Senato sulla procreazione medicalmente assistita sottolinea che “forse per la prima volta, molti cattolici hanno deciso di fare fronte unito per proporre una legge, che al momento è quanto di meglio si possa sperare”. “Lo schieramento dei cattolici spiega infatti il teologo ha scelto come bene quello del concepito e così ha difeso e fatto approvare il primo articolo del disegno di legge che ‘assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito'”. Una “novità assoluta”, la definisce Doldi, per il quale il testo di legge vuole “tutelare il bene di chi viene al mondo”. Anche il no alla fecondazione eterologa oggetto dell’art. 4 del ddl, su cui il Senato dovrebbe esprimersi oggi si inserisce in questa prospettiva: qualora tale pratica venisse accettata, osserva Doldi, “darebbe al nascituro un padre biologico, diverso dal genitore, che desidera un figlio”. Oltre al divieto di “produrre un numero maggiore di embrioni, rispetto a quelli necessari per l’impianto”, prosegue il teologo, il “bene” dell’embrione “comporta l’esclusione della crioconservazione, la sperimentazione, l’alterazione del patrimonio genetico, la clonazione, il prelievo di cellule staminali”. Sì, infine, ad una “famiglia responsabile”, no invece a “genitori in età da nonni, persone sole, coppie gay”.
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