” ” Famiglie sostanzialmente “solide”, perché formate da una “coppia stabile” e radicata nel vincolo matrimoniale, che optano di comune accordo (con una prevalenza della figura materna) per una scuola “di qualità”: è, in sintesi, l’identikit dei genitori che scelgono la scuola cattolica per i loro figli, così come emerge dal V° Rapporto sulla scuola cattolica in Italia, dal titolo “Genitori. Oltre la partecipazione”, curato dal Centro Studi per la Scuola Cattolica (Cssc), che verrà presentato questo pomeriggio a Roma. In Italia, sono circa 850 mila gli alunni iscritti alle scuole cattoliche (di ogni ordine e grado) e ai centri professionali cattolici. Il Rapporto la prima indagine nazionale sul ruolo dei genitori nella scuola cattolica che indaga su tutto il sistema dalle materne fino alla formazione professionale, passando per le elementari, medie e superiori – è il frutto di una ricerca in cui sono stati coinvolti 2.475 genitori (oltre a insegnanti, studenti, gestori e dirigenti), equamente distribuiti sul territorio geografico e ripartiti tra materna (1.371), elementare (426), media (259), secondaria superiore (200) e formazione professionale (219). “Il dialogo tra scuola cattolica e famiglia spiega mons. Cesare Nosiglia, presidente del Cssc, in un articolo pubblicato sul Sir di oggi non è né strumentale né tattico, né una prospettiva strategica per convergenze utili a una Chiesa in evidente affanno pastorale”. Tra gli obiettivi del Rapporto, infatti, c’è “l’individuazione dello specifico e insostituibile apporto che può essere dato alla riforma, solo da genitori di scuola cattolica”, grazie al “superamento del principio di sussidiarietà”.